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Industria lattiero-casearia

FORMAGGI ITALIANI: L’ITALIA È
LEADER EUROPEA NELL’EXPORT EXTRA-UE

Il Made in Italy segna un nuovo record nel settore lattiero-caseario: per la prima volta, l’Italia si posiziona al vertice tra i Paesi europei per l’export di formaggi verso i mercati extra-UE, superando la Germania. Nel primo semestre del 2025 sono state esportate oltre 97mila tonnellate, con una crescita del +5% nei volumi e un valore che sfiora il miliardo di euro.

Se la leadership in termini di valore era ormai consolidata, il risultato odierno sancisce un primato anche in termini di volumi. Questo successo non rappresenta solo una vittoria economica: è la prova della competitività e resilienza del sistema agroalimentare tricolore, e soprattutto della forza e della coesione della filiera casearia italiana, composta da imprese in grado di unire tradizione e innovazione, e di competere a livello globale.

A trainare l’export sono soprattutto i formaggi DOP e IGP, e le specialità casearie territoriali, simboli di autenticità, tracciabilità e sicurezza alimentare: elementi che i consumatori internazionali associano sempre più al marchio Made in Italy e quindi asset strategici di posizionamento sui mercati esteri.

I dati evidenziando l’andamento positivo in alcuni mercati strategici extraeuropei come Regno Unito, Canada, Corea del Sud, Arabia Saudita e Australia, dove la domanda registra una crescita continua. Più complessa la situazione negli Stati Uniti, frenati dai dazi e dalle incertezze commerciali, così come in Cina e Giappone, dove le vendite hanno subito una contrazione.

Restare al vertice richiede, quindi, attenzione su diversi fronti:

- La variabilità dei dazi e la volatilità degli accordi commerciali che possono penalizzare interi segmenti produttivi sono fattori di rischio che le aziende italiane devono essere in grado di gestire.

- La concorrenza sleale dell’“Italian sounding”, che mina il valore reale dei nostri prodotti e continua a erodere quote di mercato, è una sfida da affrontare investendo in certificazioni e strategie di valorizzazione mirate.

- L’ottimizzazione della logistica e la corretta gestione della catena del freddo, indispensabili per garantire elevati standard qualitativi e sicurezza alimentare soprattutto per i prodotti freschi destinati ai mercati più lontani.

Per affrontare queste sfide legate all’export extra-UE, molte aziende stanno adottando strategie mirate. Tra queste, il Caseificio Ignalat, storica azienda pugliese e produttrice di formaggi artigianali, ha adottato un approccio proattivo, investendo sui seguenti aspetti per rafforzare la propria presenta a livello internazionale:

- Diversificazione geografica e ampliamento della rete di esportazioni, puntando su aree ad alto potenziale come il Sud-Est Asiatico, il Medio Oriente e l’Europa dell’Est, per ridurre la dipendenza dai mercati singoli già consolidati.

- Collaborazioni con partner locali affidabili per presidiare canali premium selezionati nel retail, nell’HoReCa e nel food service, garantire un’adeguata ed efficace distribuzione dei prodotti Ignalat e posizionarci come fornitori di riferimento per la ristorazione di alto livello e boutique gastronomiche all’estero.

- Adeguamento di packaging e aggiornamento delle certificazioni, rispondendo alle esigenze dei mercati esteri che richiedono standard sempre più specifici.

- Partecipazione alle fiere internazionali come il SIAL, Tuttofood e Anuga, per rafforzare la nostra rete commerciale, stringere nuove partnership e accrescere la visibilità dell’azienda sul panorama internazionale.

Il nostro obiettivo non è solo crescere in termini di volumi e mercati serviti – sottolinea Vincenzo Ignazzi, Export Manager del Caseificio Ignalat – ma affermare il valore percepito del nostro marchio e della nostra filiera, attraverso l’identità artigianale dei nostri formaggi”.

La leadership del Made in Italy dimostra che oggi la sfida non è solo vendere di più, ma vendere meglio, con un approccio strategico, strutturato e orientato all’eccellenza.

Per noi del Caseificio Ignalat, come per molte altre realtà italiane, la strada è chiara: continuare a investire in innovazione, storytelling sul territorio e qualità, per distinguersi a livelli sempre più alti.

4 Ottobre 2025

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